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Pelle sensibile, i rimedi per prendersene cura in estate

La classica sensazione è la pelle che “tira”, si arrossa facilmente, talvolta brucia. Sono i classici sintomi della pelle sensibile, riconosciuta da diversi studi scientifici come una vera e propria sindrome , SSS Sensitive Skin Syndrome, caratterizzata da estrema suscettibilità, reattività e intolleranza della cute: la comparsa di sensazioni spiacevoli come prurito, dolore, bruciore e pizzicore in presenza di stimoli che normalmente non dovrebbero causare nessun fastidio. Nei casi più estremi anche solo il contatto con acqua può provocare arrossamento, sensazione di tensione spesso difficile da lenire. Ed è soprattutto in estate che bisogna avere più cura della pelle sensibile, fondamentale applicare più volte al giorno solari con filtri Uv adatti al proprio fototipo, acque lenitive e non usare detergenti aggressivi.

«Sempre più persone lamentano di avere la pelle sensibile o sensibilizzata. Quasi il 60% della popolazione si autodiagnostica una pelle sensibile, ma spesso questa condizione viene scambiata con altre dermatosi caratterizzate da alterazione della membrana, come atopia e xerosi» spiega Elisabetta Fulgione, specialista in dermatologia e venereologia dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Una diagnosi corretta da parte di uno specialista, con l’esclusione di altre patologie cutanee, è il primo e fondamentale step per iniziare una terapia appropriata al fine di evitare che la condizione di pelle sensibile possa cronicizzare.

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Le cause? Non sono ancora chiare ma sembrerebbero essere coinvolti: una maggiore permeabilità dello strato corneo, un’alterazione di barriera e un’accelerazione della risposta nervosa della pelle. Su questa condizione agiscono i cofattori definiti “fattori trigger” capaci di scatenare la reattività cutanea, come: i fattori ambientali, gli sbalzi di temperatura, l’inquinamento e i raggi UV,i fattori ormonali, menopausa, ciclo mestruale e lo stile di vita, cosmetici, dieta e stress».Il viso è la parte più colpitaLa pelle più sensibile è quella del viso, probabilmente per il maggior numero di cosmetici utilizzati in questa sede, in particolare per le donne, ma anche per la presenza di una barriera cutanea più sottile e una maggiore densità delle terminazioni nervose.

«Al volto seguono altre zone, come: mani, cuoio capelluto, piedi, collo e troncoin ordine decrescente – continua la dermatologa -. L’area genitale è un altro sito colpito da sensibilità. In uno studio su 1039 uomini e donne, il 56,2% ha riportato sensibilità della zona genitale.La pelle sensibile si manifesta a tutte le età, ma con una diversa incidenzatra uomo e donna, probabilmente legata al maggiore spessore dell’epidermide, a differenze ormonali tra i due sessi e al minore utilizzo di cosmetici nell’uomo. Studi epidemiologici hanno dimostrato che la prevalenza della pelle sensibile raggiunge il 60-70% tra le donne e il 50-60% tra gli uomini».

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La beauty routine ideale

La cura e il trattamento della pelle sensibile rimane una sfida ancora oggi. La prima mossa è ridurre i fattori scatenanti irritativi e scegliere la giusta beauty routine. Da evitare gli sbalzi di temperatura, l’uso di maschere calde e fredde, i trattamenti con utilizzo di vapore, peeling, needling e altre tecniche di dermoabrasione chimica, fisica o meccanica. «Uno step importante è la detersione del viso che dovrebbe avvenire in maniera delicata: ideale utilizzare oli o creme/ latte detergente, usare i polpastrelli, risciacquare con acqua tiepida e asciugare il volto senza strofinarlo ma tamponarlo in modo delicato – precisa Fulgione -. Chi soffre di pelle sensibile dovrebbe utilizzare prodotti con un pH nell’intervallo fisiologico 5,5-6,0 evitando quelli con ph elevato e con tensioattivi aggressivi. La scelta dovrebbe cadere su detergenti con tensioattivi delicati anfoteri e anionici. Meglio evitare anche le profumazioni. Il cosmetico ideale, invece, deve contenere pochi ingredienti, pochi conservanti e una serie di funzioni che permettano di proteggere e ripristinare la barriera cutanea».

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