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In aumento il business dell’estetica dentale

Il sorriso è un’arma incredibile, rende possibile l’impossibile, è una chiave che apre tutte le porte. Sorridiamo per socializzare e mostrare gentilezza, siamo gli unici individui nel regno animale che sorridono cordialmente, gli altri mostrano i denti per intimidire e attaccare. Un bel sorriso aumenta l’autostima, ci fa sentire più sicuri e migliora il nostro modo di interagire. Tuttavia, non tutti hanno la fortuna di avere denti bianchi e ben allineati. Per ripristinare l’armonia nel sorriso entro in gioco l’estetica dentale associata all’ortodonzia per un corretto funzionamento dei denti e delle mascelle nel corso della vita. Secondo una recente ricerca Ipsos, c’è ancora scarsa consapevolezza del fatto che a invecchiare non sono solo pelle, ossa e articolazioni ma anche i denti: appena 2 italiani su 10 (21%) considerano l’igiene orale un’abitudine importante per mantenersi giovani. E, quando viene chiesto loro quali sono le parti del corpo che più li preoccupano in relazione al fattore tempo, solo il 4% cita i denti a fronte di una diffusa apprensione per mente (33%), pelle (29%), ossa e articolazioni (24%). E solo l’8% è consapevole dei rischi legati alla demineralizzazione dei denti, carie in primis e usa dentifrici che ne prevengono l’erosione.Tuttavia cresce il numero di persone che si affidano a dispositivi biomimetici o allineatori trasparenti per migliorare l’aspetto dei propri denti e il business sale a un tasso annuo del 20% secondo fonti di mercato.

I trattamenti per un sorriso perfetto tra sbiancamento e faccette trasparenti

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Il sorriso smagliante non basta

Nell’estetica dentale è importante la simmetria del volto, gli aspetti asimmetrici sono immediatamente visti come insoliti e fastidiosi. «Un volto armonioso deve avere un corretto rapporto tra il piano orizzontale e quello verticale – spiega Giampietro Farronato, ordinario di Ortodonzia all’Università di Milano e specialista in Ortognatodonzia, la branca che studia l’anomalia dei denti e delle ossa mascellari -. La corretta proporzione tra terzo superiore, medio e inferiore è molto importante. Un esempio calzante è quello che erroneamente si interviene sulle labbra con dei filler per renderle più carnose, senza considerare che se le labbra sono retratte, il motivo va ricercato in primis nella retrazione dei denti e lo stesso discorso vale per il naso e il mento, se il terzo inferiore del viso è ridotto. Occorre allora dare sostegno alle strutture dure e intervenire sull’articolazione della mandibola riprogrammando la sua corretta “postura”, soprattutto in presenza di malocclusioni».

Ortondonzia dentale

Un sorriso bello e sano è frutto di una costante cura che deve cominciare sin dall’infanzia: prima nella prevenzione delle carie e in seguito sottoponendosi in modo regolare a una corretta igiene dentale e gengivale, il tutto per mantenere la struttura in salute nel corso della vita. «Lo scopo dell’ortodonzia è quello di individuare e correggere i difetti di allineamento e di occlusione dei denti – continua Farronato -. Un tempo per correggere i problemi di allineamento dentale esistevano solo i fili metallici e i bracket, poco gradevoli alla vista oltre che essere poco igienici. L’arrivo delle mascherine trasparenti ha provocato una vera e propria rivoluzione, sono meno evidenti quasi invisibili, si portano sempre e si tolgono solo per mangiare. L’unico handicap è che il trattamento è più lungo dai 12 ai 24 mesi, rispetto agli strumenti tradizionali che richiedono circa la metà del tempo. Sia le apparecchiature fisse sia le mascherine possono risolvere diversi problemi, quali: sovraffollamento dei denti, spostamento dei denti, spazi di riempimento e malocclusioni».

Faccette estetiche e sbiancamento

L’Hollywood smile richiede diversi interventi. Se non si hanno dei denti impeccabili si può ricorrere alle faccette estetiche, sottilissime lamine da applicare sulla superficie denti. «Le nuove faccette sono fatte di zirconio anziché di ceramica – continua lo specialista – è un materiale che assicura un effetto molto naturale e non richiede l’assottigliamento dei denti. Inoltre durano tantissimo, fino a 20 anni. E lo sbiancamento? Prima di tutto una precisazione tra lo sbiancamento domiciliare e quello professionale. Il fai-da-te consiste in dentifrici e penne sbiancanti, formule con bicarbonato di sodio, strisce sbiancanti, mascherine in silicone da riempire di gel, tutti device che devono essere utilizzati con prudenza. Tutt’altra cosa è lo sbiancamento professionale dove la ricerca ha fatto dei passi da gigante, con prodotti sempre più sicuri ed accessibili e dall’impegno ridotto. Dimentichiamo le classiche mascherine in silicone da indossare di notte per due settimane, le lampade specifiche che costringevano il paziente a stare con la bocca aperta per almeno mezz’ora, adesso si è passati a uno sbiancamento quick che dura dieci muniti, da farsi alla fine della seduta d’igiene dentale. Un whitening personalizzato, con sostanze dedicate, con la possibilità di modulare il colore, a costi ridotti e con ottimi risultati».

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